venerdì, 7 ottobre 2016

Rivolta sullo sponsor la Figc fa retromarcia

L’ ACCORDO CON INTRALOT/I CALCIATORI: “NESSUNA FOTO”. E IL GOVERNO ATTACCA ROMA L’ ammutinamento dei calciatori: «Nessuna nostra foto con quello sponsor». L’ intervento del Governo, con il vice ministro degli Interni, Filippo Bubbico, che dice: «È un paradosso che la Federcalcio si leghi a un marchio di gioco d’ azzardo». L’ attacco del Codacons, che annuncia di portare la questione in tribunale. E alla fine la retromarcia della Federcalcio che passa da quella «affinità di valori» annunciata mercoledì alle parole di ieri: «È un equivoco, non ci sarà il marchio sulle magliette». Per poi, dopo aver esposto, il marchio durante l’ amichevole dell’ Under 21, correre a togliere ogni striscione allo Juventus Stadium. È scoppiato il caso Intralot. La decisione della Federcalcio di scegliere la società di scommesse come “premium sponsor” della nazionale ha sollevato l’ indignazione della politica e dello sport, come aveva detto ieri a Repubblica il campione del mondo del 1982, Alessandro Altobelli. È vero, infatti, che molti club ora come negli anni scorsi attingono ai soldi del gioco d’ azzardo per le sponsorizzazioni (dal Milan alla Juventus, e persino il campionato di B fu sponsorizzato da una società di scommesse), ma quando si parla della nazionale evidentemente qualcosa cambia. «Bisogna avere coscienza – ha attaccato ieri il viceministro Bubbico – che il gioco d’ azzardo rappresenta un costo e un danno sociale enorme. Per questo è quantomeno paradossale legare questo universo valoriale a un marchio come Intralot, che non rappresenta gli stessi interessi». Un attacco frontale del Governo alla decisione del presidente Tavecchio che mercoledì aveva rivendicato l’ accordo con parole chiare e precise. «Una parte fondamentale dell’ accordo prevede l’ impegno in attività sociali, rafforzando così il lavoro della Federcalcio nella promozione della cultura della legalità e per la diffusione di comportamenti consapevoli all’ interno del mondo del calcio» aveva detto. «È un marchio con cui abbiamo trovato subito affinità di valori, con l’ intenzione di creare un percorso socio-educativo per combattere la ludopatia », aveva spiegato il direttore generale Michele Uva. E invece ieri dagli uffici si sono affrettati a far filtrare un deciso passo indietro. «Nessuno sponsor sulla maglia», hanno fatto sapere da via Allegri, «come prevedono le regole Fifa». Ma il marchio sparirebbe anche dalle tute, dove invece era stato applicato. «L’ immagine che si vede in giro – hanno spiegato dalla Figc – è soltanto una photo opportunity, un dono di tipo personale come quelli fatti tante volte a sponsor, politici, appassionati e giornalisti». La retromarcia potrebbe però non bastare. Perché la politica (dal Pd al Movimento 5 Stelle) ha deciso di spingere sull’ acceleratore, chiedendo chi il ritiro della sponsorizzazione da due milioni chi addirittura le dimissioni di Tavecchio. E lo stesso mondo del calcio ha mollato l’ iniziativa. Claudio Ranieri ieri ha espresso il suo disappunto per l’ iniziativa: «Non è giusta». Mentre il vice presidente dell’ Associazione Italiana calciatori, Umberto Calcagno, ha fatto sapere che l’«Aic non darà l’ assenso a questo contratto pubblicitario ». Intralot, cioè, farà lo sponsor della nazionale ma non dei suoi campioni. «Non ci sarà il permesso all’ impiego dell’ immagine dei giocatori della Nazionale: lo sponsor non potrà usare l’ immagine dei calciatori e del gruppo ma potrà essere associata solo agli stemmi della Figc».