LA NORMATIVA EUROPEA: COSA SUCCEDE IN FRANCIA, GERMANIA E SPAGNA

 

Diritto dell’Unione Europea.

Nel  2013 è approvata una risoluzione nella quale si afferma la legittimità degli interventi degli Stati membri a protezione dei giocatori, anche a compressione di alcuni principi cardine dell’ordinamento comunitario come, ad esempio, la libertà di stabilimento e la libera prestazione dei servizi (vedi al riguardo anche una sentenza della Corte di giustizia del 2011, concetto ribadito anche nella più recente sentenza del 2015).

Nel 2014 la Commissione Europea è intervenuta sul tema con una raccomandazione sul gioco d’azzardo on line, con cui ha stabilito i principi che gli Stati membri sono invitati a osservare al fine di tutelare i consumatori, con particolare attenzione ai minori e ai soggetti più deboli.

FRANCIA

L’attività dei casinò francesi è regolata da norme ben precise. Le prime disposizioni di legge sull’argomento, risalenti al 1907, stabiliscono che i comuni autorizzati all’apertura di una casa da gioco devono essere delle località balneari, turistiche o termali. Le disposizioni contenute nella legge iniziale verranno aggiornate e modificate, una prima volta nel 1959, e più recentemente nel 2007, con l’introduzione di nuovi giochi e di regole più appropriate all’evoluzione del settore.

Sono molte le regole e le procedure che un casinò deve rispettare, ancor prima di vedere la luce: è il Comune che chiede al Ministero degli Interni l’autorizzazione all’apertura della casa da gioco nel suo territorio; alla risposta positiva del Ministero, il Comune emana un bando di gara a cui chiunque può partecipare, naturalmente rispondendo a dei requisiti ben precisi, per esempio di comprovata solidità finanziaria. Il consiglio comunale, dopo aver vagliato tutte le domande, sceglie la società che sarà mandataria per l’esercizio del casinò; instaurerà con essa un accordo ben preciso, il cosiddetto quaderno degli impegni (‘cahier des charges’), che la società sarà obbligata a rispettare.

Oltre le regole in materia di sicurezza e igiene, dato che si tratta di un esercizio aperto al pubblico, il nuovo casinò dovrà rispettare, come tutti gli altri già esistenti, delle norme fondamentali: dovrà avere tre settori distinti, il gioco naturalmente, la ristorazione e lo spettacolo.

Per quanto riguarda il gioco in particolare, i due reparti (slot-machine e giochi tradizionali) sono intimamente connessi: per una dotazione di 50 slot, il casinò deve avere almeno un tavolo di giochi (che sia roulette, black-jack o altro); e ci sarà un tavolo per ogni successivo gruppo di 25 slot. In questo modo, un casinò di 400 slot dovrà aprire obbligatoriamente almeno 15 tavoli, fra i differenti giochi autorizzati.

Tutti gli impiegati di un casinò francesi, fatta eccezione per il settore dell’amministrazione, devono avere una speciale autorizzazione (‘agrément’), rilasciata direttamente dal Ministero degli Interni, dopo un attento esame del dossier personale, e un colloquio con il funzionario locale della cosiddetta ‘Polizia dei Giochi’, settore speciale del Ministero, che si occupa del controllo del settore giochi pubblici (casinò e ippodromi).

 I casinò francesi sono assoggettati a una tassazione particolare, calcolata sul risultato dell’esercizio. Essa viene distribuita in parte allo Stato, in parte al Comune sul cui territorio è impiantato il Casinò; la totalità di questa tassazione varia dal 35 al 50% del risultato d’esercizio. Si può quindi comprendere come un Comune che autorizza l’apertura di una casa da gioco, possa godere di un’entrata di denaro molto alta, che nessun’altra attività commerciale può garantire; nonostante ciò alcune municipalità, anche laddove possano esserci imprenditori o gruppi disposti a investire per l’apertura di un nuovo casinò, mostrano invece un atteggiamento di rifiuto ad attività legate al gioco come i casinò, per motivi politici o per accontentare una parte dell’elettorato contraria, fosse solo per principio, alle sale da gioco.

GERMANIA

È stata notificata alla Commissione Europea la norma che regolamenta le sale giochi. La legge del Brandenburgo sulle sale giochi  regola le prescrizioni per l’autorizzazione e l’esercizio delle sale giochi in essa definite. Per la costruzione e l’esercizio di una sala giochi è necessaria un’autorizzazione supplementare, il cui periodo di validità è limitato a un massimo di 15 anni. Si prescrive una distanza minima di 500 m in linea d’aria tra sale giochi, si esclude l’autorizzazione per più di una sala giochi nello stesso complesso di edifici e si stabilisce una regolamentazione della distanza rispetto alle ricevitorie del lotto e ai punti scommesse. Si regolano i requisiti per l’aspetto esterno e l’esercizio di una sala giochi nonché le fattispecie che costituiscono un illecito amministrativo. La sale giochi devono essere denominate unicamente con il termine “sala giochi”. L’aspetto esterno e le immediate vicinanze di una sala giochi non devono costituire pubblicità o altri incentivi (ad esempio nessuna visibilità dall’esterno) al gioco. Si prescrivono orari di chiusura. È necessario garantire che i minori non abbiano accesso alla sala giochi. Le gestrici/i gestori di una sala giochi sono tenuti a promuovere un gioco responsabile e a prevenire la comparsa della dipendenza dal gioco. A tale scopo si prescrivono gli obblighi di informazione sia sui rischi di dipendenza per i giochi offerti sia sulla prevenzione e sulle possibilità di trattamento. Si prescrive l’obbligo di sviluppare una concezione sociale volta a evitare le conseguenze sociali negative del gioco, e di nominare persone responsabili dell’attuazione di tale concezione. Si prescrive inoltre l’obbligo di addestrare, a spese dell’azienda, il personale di sorveglianza della sala giochi, al momento dell’inizio dell’attività e successivamente una volta l’anno, al riconoscimento precoce di comportamenti di gioco problematici e patologici. Si prescrivono la presenza continua di un addetto alla sorveglianza, responsabile del rispetto della legge, il divieto di gioco per il personale della sala giochi e il divieto di calcolare la retribuzione del personale in proporzione al fatturato. Per esercizi di ristorazione e ricevitorie scommesse sono specificate le singole disposizioni della legge rispettivamente applicabili.

In considerazione dell’elevata probabilità di dipendenza connessa al gioco commerciale con le macchine, la legge del Brandenburgo sulle sale giochi regola le disposizioni risultanti dal trattato sui giochi d’azzardo (Glücksspielstaatsvertrag) circa l’autorizzazione e l’esercizio di sale giochi in qualità di luogo prevalente per il gioco commerciale con le macchine. Al fine di prevenire o limitare la dipendenza da gioco in tale ambito, come risultato il numero delle sale giochi deve essere limitato (disposizione sulla distanza minima/ divieto di più sale giochi nello stesso complesso di edifici), la discrezionalità nell’aspetto esterno di una sala giochi deve essere ristretta (divieto di pubblicizzazione e di istituzione di altri incentivi al gioco) e le gestrici e i gestori di sale giochi, nell’esercizio di tale attività, devono essere obbligatoriamente coinvolti nella lotta attiva alla dipendenza dal gioco tramite la determinazione degli obblighi di sorveglianza e azione mirati alla lotta a tale dipendenza. Con lo stesso obiettivo sono specificate le singole disposizioni rispettivamente applicabili, in particolare per esercizi di ristorazione, come l’altro punto fondamentale del gioco commerciale con le macchine.

SPAGNA

Il Consiglio dei Ministri spagnolo ha approvato un pacchetto di 43 misure per la riduzione degli oneri amministrativi al fine di semplificare e sburocratizzare una serie di procedure a tutto beneficio della riduzione dei costi per lo Stato e i cittadini. Tra queste procedure c’è l’elaborazione elettronica delle domande per il gioco.

Per identificare e promuovere la riduzione dei costi sono stati gestiti gli accordi con le organizzazioni sociali come CEOE-CEPYME, Camera di Commercio di Spagna, Consiglio Generale delle Associazioni dei responsabili amministrativi della Spagna, Federazione Nazionale delle Associazioni di Imprenditori e lavoratori autonomi (ATA) e il Comitato spagnolo dei Rappresentanti delle Persone con Disabilità (CERMI).

I ministeri dovrebbero individuare le procedure per rivedere un piano di semplificazione amministrativa e di riduzione degli oneri, secondo il Manuale di semplificazione e la riduzione degli oneri amministrativi.

L’accordo che è stato approvato comprende alcune delle iniziative presentate dai ministeri all’interno di un piano di razionalizzazione dipartimentale avviato nel 2015; un totale di 43 misure corrispondenti a 7 ministeri: Finanza e Pubblica Amministrazione, della presidenza, Lavoro e della Previdenza Sociale, Agricoltura, Alimentazione e Ambiente, economia e la competitività, Industria, Energia e Turismo e Salute, Servizi Sociali e uguaglianza. Le proposte includono misure per facilitare l’attività economica, rimuovendo ostacoli all’imprenditorialità.

Per quanto riguarda i sistemi industriali e fiscali è previsto lo snellimento delle procedure di elaborazione elettronica delle domande per il gioco.